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La città Di Acqui Terme


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INTRODUZIONE ALL'ACQUESE (Pag. 2)
Ad
ogni buon conto, Strevi sa distinguersi anche nel campo storico, grazie
all'attaccamento dimostrato verso la propria autonomia. Quando, nel
1799, giunse in paese il comandante francese, gli abitanti, assieme a
gruppi di abitanti di Rivalta Bormida e di Visone, insorsero e
cacciarono i transalpini che furono costetti a ritirarsi ad
Acqui.
Esaltati dal successo, gli strevesi decisero di riprendere Alessandria,
già caduta in mano a Napoleone, ma, già ad Acqui, furono raggiunti da
4.000 uomini di sostegno provenienti dalla retroguardia di Torino e
furono puniti: 34 case del borgo inferiore vennero bruciate e per tre
giorni, come punizione, il paese venne abbandonato al saccheggio.

Cassine, che può senz'altro essere definita uno dei centri più
suggestivi dell'Acquese, grazie al complesso monumentale dell'Abbazia
duecentesca di San Francesco, di ispirazione romanico-gotica. Il paese
sorge sulla sinistra della valle del fiume Bormida, in parte in pianura,
in parte sulla collina sovrastante, dove si trova l'antico borgo.
Malgrado i conflitti che ne hanno caratterizzato la storia, la parte
alta di Cassine rimane un gioiello d'arte, dove, a giugno, è diventata
tradizione organizzare una festa medioevale in costume che ne fa
rivivere gli antichi splendori. Antico teatro di conflitti feudali,
Cassine è oggi uno dei luoghi più importanti della provincia per la
viticoltura e per la vinificazione.
L'Acquese,
merita sottolinearlo, è terra di prelibatezze: dal
fritto misto alla
piemontese alla carne cruda spruzzata di tartufo, dalla
bagna cauda al
filetto baciato. E poi ancora la
farinata, gli agnolotti, i bolliti
misti caldi con bagnetto verde ed i dolci, tra i quali il tradizionale
bonet.
Vini di Acqui – non dimentichiamo che ci troviamo in pieno
Monferrato - sono soprattutto il dolcetto ed il brachetto
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LA CITTA' DI ACQUI TERME
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