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LA CITTA' DI CASALE MONFERRATO

 

Vera espressione dell'impronta urbanistica sabauda, Casale è probabilmente la città della provincia ove più si respira quell'aria di Piemonte classico che tanto si sente lontana agli estremi orientali e meridionali del territorio e che qui raggiunge invece i suoi culmini più originali nei palazzi, nelle strade, nelle piazze.

Nata da un preesistente agglomerato ligure detto "Vardacate", Casale si lasciò alle spalle le invasioni barbariche grazie all'opera di evangelizzazione di Sant'Evasio ed alla fondazione, da parte del Santo, di una chiesetta dedicata a San Lorenzo. Sant'Evasio sarà decapitato, ma la sua tomba sarà consacrata nel 1107 con l'edificazione su di essa di una grande cattedrale romanica. Durante le guerre comunali, Casale parteggiò per l'imperatore grazie ai legami esistenti fra l'imperatore Federico Barbarossa e lo zio Guglielmo Aleramico, marchese del Monferrato. Federico II la ricostruì interamente dopo il saccheggio compiuto, nel 1215, da vercellesi, alessandrini e milanesi.

 

La Biblioteca di CasaleLa città iniziò la sua rinascita solo nel 1474, anno in cui ottenne la sede episcopale, in virtù dell'opera rinascimentale di Guglielmo VIII, marchese del Monferrato. E' di questo periodo la costruzione della chiesa di San Domenico, edificata per un voto "ad obtinendam prolem" da parte del nipote di Guglielmo IX, marito della principessa francese Anna d'Alençon. Voto non esaudito, dato che, estinta dopo Guglielmo la stirpe dei Paleologi, il marchesato passò per vie matrimoniali ai Gonzaga di Mantova. Sotto questi ultimi, e precisamente sotto Vincenzo I, si ebbe nel 1590 la costruzione della cittadella che fu in grado di reggere l'urto degli assedi spagnoli, imperiali e savoiardi. Solo nel 1695, e per cause più politiche che militari, le mine la fecero alla fine saltare.

Nel 1713, con la pace di Utrecht, il Monferrato passò ai Savoia, perdendo il suo status di capitale e venendo infine occupata, nel 1745, dagli Spagnoli che ne danneggiarono le chiese ed i conventi. E' però in seguito a questo episodio che la nobiltà di corte iniziò ad edificare quegli splendidi palazzi che ancor oggi sono visibili. La ventata napoleonica contribuì ad accrescerne la bellezza e le guerre di indipendenza la videro impavida ed imprendibile baluardo di frontiera.

 

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