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VIGNALE E DINTORNI
Perla del Basso Monferrato, il borgo di Vignale non deve far dimenticare
i colli circostanti, i loro vigneti ed i loro paesi: il tutto concorre
infatti, in modo armonico, a costituire uno degli ambienti più
meritevoli di interesse della provincia.
Con
un nome esaustivo della sua tradizione vitivinicola, Vignale visse tutte
le aspre contese che caratterizzarono la zona e nel 1703 entrò infine a
far parte dei domini di Casa Savoia, pur mantenendo un'impronta
decisamente medievale.
Il
monumento più prestigioso di Vignale è il palazzo settecentesco
appartenente alla famiglia Callori le cui antiche cantine di tufo
ospitano oggi l'Enoteca Regionale del Monferrato: secondo alcuni, si
potrebbero attribuire al celebre architetto Juvarra delle pregevoli
decorazioni conservate nel Palazzo. Dello stesso periodo è la
Parrocchiale di San Bartolomeo la cui facciata è preceduta da un
monumentale pronao classicheggiante, secondo il gusto dell'epoca.
Ugualmente interessante è la chiesa dell'Addolorata, finita di costruire
nel 1505 in stile tardo-gotico con facciata in cotto, con all'interno un
pregevole coro ligneo del XVI secolo.
Vignale è infine rinomata per il suo Festival Internazionale dedicato
alla danza, che si tiene tutti gli anni nei mesi di giugno e luglio.
Come dicevamo, il fascino di questo borgo non deve far dimenticare le
località che la circondano, per la bellezza dell'ambiente, ma anche per
i tesori che racchiudono.

A
questo proposito, vogliamo citare:
-
l'intero borgo medievale di Frassinello;
-
Villa Vidua a Conzano, edificio un tempo dimora del conte Carlo Vidua di
Conzano, viaggiatore, esploratore, etnografo e scrittore. A proposito di
Conzano, questo paese è detto "il paese degli Australiani". In onore dei
tanti emigrati conzanesi in Australia, la piazza del municipio è stata
infatti rinominata "Piazza Australia"; il paese è gemellato, dal 1993,
con Ingham, nel Queensland ed all'esterno degli antichi portici comunali
campeggia la splendida gigantografia di un canguro;
-
l'intero paese di Lu, con le sue chiese barocche e con i suoi belvedere
sui declivi imporporati d'autunno. Lu è diventata celebre nel mondo dopo
un articolo apparso sul "New York Times" del 10 settembre 1946. A
seguito di un'indagine, il prestigioso quotidiano statunitense scoprì
che nessun altro paese al mondo aveva dato tanta parte della sua
popolazione al mondo ecclesiastico: 300 vocazioni dall'inizio del
secolo, ovvero il 10% della popolazione dell'epoca. Da qui l'appellativo
di "pais d'i previ".

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