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LIBARNA

 

Proseguendo da Novi verso Arquata sull'antica Via Postumia, si incontra l'antico insediamento tardo-imperiale di Libarna.

Zona già abitata in epoca preistorica (ne sono testimonianze le sepolture di Savignone, l'accetta litica di Montoggio e la lucerna con iscrizione di tipo etrusco), Libarna viene successivamente presidiata da tribù liguri i quali subirono, nei secoli V e IV a.C., l'invasione indoeuropea dei Celti. Il nome di Libarna è un nome di origine ligure: sembra significhi, rimandando alla radice "Lib", "pianura", ovvero il piano su cui sorgeva il villaggio, in un'ampia prominenza a ridosso dello Scrivia. Gli scavi di Libarna

Il periodo romano è però il periodo di maggior splendore e dura dal II secolo a.C. al V secolo d.C.. Gli scavi che hanno permesso di riportare alla luce queste importanti costruzioni iniziarono nel 1820 in occasione della costruzione della strada statale che, come l'antica Via Postumia, intendeva collegare l'entroterra padano con il Mar Ligure: nel 1922 fu riportato alla luce l'anfiteatro e nel 1923 il teatro. Nel 1950 e nel 1952 si ebbero infine le scoperte delle costruzioni antistanti l'anfiteatro.

 

Secondo gli ultimi studi infatti, la conquista romana è databile intorno al 180 a.C.; è possibile peraltro che già nel 197 a.C. la città si fosse arresa al console Quinto Minucio Rufo che aveva risalito per la prima volta dal mare la Val Polcevera ed attraversato il valico dei Giovi. Libarna servì inizialmente come stazione provvisoria di passaggio e concentramento dei rifornimenti dell'esercito romano impegnato nella lotta contro le rimanenti popolazioni liguri, ma si sviluppò in seguito come nucleo abitativo e strategico definitivo, la cui importanza è testimoniata dalla larghezza delle strade e dall'attraversamento della Via Postumia. L'abitato si consolidò infine con la costruzione della Via Postumia (148 a.C.), l'importante strada di collegamento tra Genova ed il mar Ligure, tra Piacenza e la pianura Padana, tra Aquileia e l'Adriatico. In quegli anni Roma terminava la terza guerra punica distruggendo Cartagine. L'antico Teatro di Libarna

 

Libarna fu inizialmente una città federata a Roma, poi, dopo l'89 a.C., ebbe la cittadinanza romana. Nel 45 a.C. divenne Municipio ed il suo territorio raggiunse una notevole ampiezza. Sul finire del I secolo d.C. assunse lo status coloniale e, nel momento di massimo splendore, arrivò a contare 20 -30.000 abitanti.

Il potere politico era nelle mani dei duoviri che esercitavano le funzioni dei consoli e dei pretori a Roma e che erano supportati dagli edili, preposti all'approvvigionamento idrico ed ai mercati, alla cura dei giochi, alla manutenzione delle strade, alla tutela dell'ordine pubblico. La comunità era divisa invece in tre classi: la plebe, la borghesia di cui potevano far parte anche liberti (schiavi liberati) con un certo censo, la classe patrizia, che nelle ville di campagna si occupava della conduzione dei fondi. Principale coltivazione era quella della vite, affiancata dalla cura dei boschi, dall'allevamento del bestiame e dalla lavorazione della lana e del latte.

 

Come ci dicono gli archeologi, l'insediamento di Libarna visse la sua fase di decadenza a partire dal V secolo, periodo al quale risalgono le ultime citazioni della zona, così come le ultime monete ritrovate. Si tratta del periodo nel quale la città perdette la sua importanza strategica, militare e commerciale, senza riuscire ad acquisire un nuovo ruolo nella mutata economia feudale: di qui lo spopolamento, l'abbandono ed infine la perdita del ricordo del suo importante passato.

 


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